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Il vero Sinodo per l'Amazzonia, al di là delle banalizzazioni
22 Novembre 2019

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 2)


La verità non è quella che si impone gridando o puntando sulla spettacolarizzazione, bensì quella che si forma attraverso una conoscenza approfondita e una informazione rigorosa. I lavori del recente Sinodo per l’Amazzonia sono stati accompagnati da un vociare spesso scomposto, da notizie poco attinenti alla realtà dei fatti, sino a vere e proprie banalizzazioni se non addirittura manipolazioni che non fanno bene né alla verità né alla Chiesa.

San Bonaventura informa torna sui temi “veri” del recente Sinodo, per una riflessione capace di andare oltre i toni gridati e di puntare ai fatti concreti. Ci accompagna in questo cammino di chiarezza Lucio Brunelli, già vaticanista del Tg2 oltre che direttore per l’informazione di Tv2000 e Inblu Radio.

«Invano papa Francesco aveva chiesto ai media di non focalizzare l’attenzione solo su qualche singolo punto ma di presentare il documento finale del Sinodo “nel suo insieme”.

La logica un po’ brutale delle news nel mercato attuale dell’informazione ha fatto sì che di tutto un mese di riflessioni e proposte sul dramma che vive l’Amazzonia (le sue foreste e ancor prima i suoi popoli) e su come la Chiesa cattolica possa essere in questa situazione testimone credibile di Cristo, nelle cronache di tanta stampa e tv abbia trovato spazio solo il paragrafo sull’ordinazione sacerdotale dei viri provati, da alcuni riassunto in modo sbrigativo evocando il Lucio Dalla de L’anno che verrà, quando “anche i preti potranno sposarsi”.

Che poi non è esattamente così, perché la proposta approvata da una maggioranza di padri sinodali (con 41 voti contrari) ovviamente non propone che i sacerdoti possano convolare a nozze ma che, nelle regioni più remote dell’Amazzonia, possano essere ordinati sacerdoti degli uomini già sposati che abbiano ricevuto il diaconato permanente e si ritengano adatti a questo servizio. Si tratterebbe quindi di una deroga molto circoscritta all’obbligo del celibato per i sacerdoti. […]

Va detto però per spirito di onestà che il Sinodo sull’Amazzonia non è stato convocato per disputare sulla questione del clero uxorato, come poteva apparire leggendo distrattamente qualche titolo di giornale.
Al centro della riflessione è stato “il grido della terra e il grido dei poveri”.

Il nodo che lega la questione ambientale e quella sociale. Perché l’“estrattivismo predatorio” delle multinazionali mette in pericolo non solo “il cuore biologico” del pianeta ma anche le popolazioni indigene.
“Ecologia integrale” dunque, per usare un’espressione cara a Francesco. Ma soprattutto un nuovo slancio missionario della Chiesa in territori dove il proselitismo delle comunità pentecostali conquista ogni anno più anime e consensi.

Tema cruciale: come portare l’annuncio del Vangelo, come essere testimoni credibili di Cristo, in un mondo lontano anni luce dalla nostra cultura occidentale. Facendosi beffe dei copricapi piumati e gettando nel Tevere le statuette che esprimono la spiritualità dei popoli indigeni? Questione seria, il rapporto tra l’evangelizzazione e le diverse culture locali». (L.B.)


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fonte: Seraphicum Press Office