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Modernizzare il francescanesimo?
13 Novembre 2019

Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 20)

Prosegue l’approfondimento in vista di “The Economy of Francesco”, l’evento che si svolgerà dal 26 al 28 marzo 2020 ad Assisi, voluto da papa Francesco. San Bonaventura informa ha avviato la rubrica “L’Economia di Francesco”, uno spazio di approfondimento e riflessione con contributi di esperti e di giovani. Proponiamo oggi la riflessione di fra Orlando Todisco, docente di Filosofia francescana.

«Percependo che il lento declino della potenza terriera, provocato dal progressivo affermarsi del capitale mobile ovvero del denaro, potesse inquinare con la sua fascinatio nugacitatis la sua famiglia, Francesco esalta la povertà assoluta, ribadendo che i veri beni sono altri e sono altrove.

Francesco critica ossessivamente il denaro, cifra del potere. Ciò che egli non vede - saranno i suoi figli a notarlo - è che la classe borghese, che porrà il denaro al centro della vita, stava aprendo nuove strade.
Come incidere su quest’inattesa travolgente avventura, dispiegantesi a vari livelli, ancora alle prime manifestazioni? È una nuova pagina.

In un periodo di ampliamento degli scambi, con l’esercito crescente di mercanti, imprenditori e cambiavalute; con città mercantili in primo piano - Venezia, Genova e Pisa - e città a forte connotazione manifatturiera e finanziaria come Firenze, Lucca, Siena, Milano, i teologi e canonisti francescani escono allo scoperto, forgiando i fondamentali strumenti di analisi - l’idea di prezzo, di mercatura, di scambio commerciale, di prestito, di interesse - decisi a sostenere i guadagni dei produttori e a esaltare il lavoro come partecipazione all’opera stessa di Dio.

È quanto filosofi e teologi francescani metteranno in luce aprendo un dibattito di grande portata. Infatti, si comprese che per entrare in questo nuovo mondo e aiutarlo a crescere, impedendo di cadere in atteggiamenti idolatrici, occorreva interrogarsi intorno a ciò che merita il primo posto, restituendo alle cose il volto della bontà e alla propria esistenza il carattere di dono da donare con intelligenza e lungimiranza». (O.T.)


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fonte: Seraphicum Press Office