CONTATTI RICERCA FOTOGALLERY DONAZIONI
NEWS
torna alla home
La causa di beatificazione di fra Tommaso da Celano
05 Novembre 2019

Perché fra Tommaso da Celano, il primo biografo di san Francesco, è chiamato beato ma ancora non è avvenuto il riconoscimento canonico? Il Focus del mese di San Bonaventura informa propone una intervista di Elisabetta Lo Iacono a fra Damian Patrascu, Postulatore generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, che spiega iter e difficoltà della causa per questo confratello vissuto 800 anni fa e che, con grande spirito di servizio, si è dedicato a raccontare la vita del Serafico Padre.

«A che punto è quello che, in gergo, viene definito il negotium sanctitatis? In altre parole, nel corso dei secoli cosa è stato fatto per elevare questo illustre francescano agli onori degli altari e, in particolare, cosa si sta facendo negli ultimi anni, quando sembra aver ripreso slancio questa forte volontà?
Attualmente la Postulazione, vista la conclusione della stesura della parte biografica e bibliografica, la storia della causa e una parte della fama di santità e di culto durante i secoli, sta cercando un ricercatore che possa concludere i pezzi mancanti sulla fama. Stiamo valutando come procedere con la descrizione del vissuto delle virtù, vista la quasi impossibilità di trovare documenti, almeno allo stato attuale delle ricerche.

Oltre alla Postulazione, in loco si muove la Provincia dei Frati Minori Conventuali dell’Abruzzo, insieme alla diocesi Marsicana, che negli ultimi anni hanno organizzato diverse iniziative a livello soprattutto pastorale e devozionale.

Dobbiamo ricordare anche le iniziative culturali e teologiche intraprese dalla nostra Pontificia Facoltà del Seraphicum, avendo anche queste un ruolo nella finalizzazione della causa.

Quali sono le principali difficoltà per una causa di questo tipo, che vede al centro un candidato alla santità vissuto 800 anni fa?
Di solito una delle difficoltà principali di questo genere di cause è l’esiguità della fama di santità, una delle condizioni imprescindibili affinché possa andare avanti, ma questo non è il caso di fra Tommaso, anzi, la sua fama ancora oggi è decisamente grande. Qui, invece, il problema è semmai la mancanza pressoché totale di fonti storiche sull’esercizio eroico delle virtù da parte di fra Tommaso.

Una svolta potrebbe essere possibile con un intervento del Santo Padre, attraverso quella che viene definita “beatificazione equipollente”. Ma esistono le condizioni necessarie perché papa Francesco, così sensibile alla spiritualità francescana tanto da prendere il nome del Poverello, possa valutare la possibilità di procedere con un atto di sua autorità?
La via canonica per fra Tommaso è quella del riconoscimento del culto, cioè che il Santo Padre decreti, alla luce della Positio redatta, il culto già esistente presso il popolo di Dio. Per ora la Postulazione, come detto, lavora per trovare uno studioso che possa condurre una ricerca sulla fama di culto e di santità del beato Tommaso, uno degli anelli mancanti della Positio.

Riguardo all’illustrazione del vissuto delle virtù in grado eroico, data l’assenza pressoché totale del materiale, questa non sarà possibile. Se potrà essere dispensato da questo ancora non lo sappiamo esattamente, ma non è escluso. Della canonizzazione, poi, si potrà parlare solo in un secondo momento».


Leggi qui l’intervista integrale (a pag. 4).
Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale.


fonte: Seraphicum Press Office