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La storia del missionario fra Rolando
22 Ottobre 2019

Nel Mese missionario straordinario, voluto da papa Francesco, San Bonaventura informa dedica tre rubriche all’approfondimento del senso della missione. Tra gli articoli proposti, quello di fra Roberto Liggeri che racconta la storia di Rolando Ceccarini, da sacerdote diocesano a frate missionario.

«Se vi è un ambito in cui è evidente l’elemento vocazionale è quello missionario. Il termine stesso “missione” (dal latino missus) indica un “essere inviato” da qualcuno. In generale, una missione non è infatti un’impresa eroica appannaggio di un singolo, ma un compito cui si è chiamati per un fine, fuori della sede di residenza abituale e da svolgere insieme ad altri.

Per conoscere un’esperienza concreta di questo tipo di vocazione, incontro fra Rolando Ceccarini della comunità del Sacro Convento di Assisi e missionario in Zambia per 25 anni. Negli anni ’90, all’epoca sacerdote della diocesi di Urbino, don Rolando viene chiamato dal Vescovo per essere inviato in avanscoperta in Zambia e vagliare la possibilità di prendere una missione.

Il desiderio di partire missionario accompagna Rolando dall’infanzia. Entrato in seminario da piccolo, rimane colpito dall’incontro con alcuni missionari e da alcuni filmati che hanno mostrato. La vocazione missionaria era latente, ma l’occasione arriva in seguito: prima con un viaggio in Zambia e poi con il progetto proposto dal Vescovo. […]

Da tutto ciò è chiaro che nell’esperienza di fra Rolando, la vocazione missionaria è una chiamata che non ha nulla a che fare con il mito coloniale ottocentesco di un impegno a portare la civiltà e la fede. Lo scopo del missionario è, invece, aiutare l’altro a crescere a partire da un incontro reciproco per un cammino spirituale che valorizza ciò che ognuno è, senza imporre un modello prestabilito.

Ecco perché anche se in Zambia oggi ci sono 120 frati e il compito degli italiani è finito, ci sarà sempre bisogno di missionari. Fra Rolando mi spiega di aver compreso a pieno il senso della sua missione il giorno in cui alcuni giovani frati zambiani hanno detto di aver ricevuto tanto e perciò hanno sentito il bisogno di restituirlo partendo missionari in Malawi. Il missionario infatti è colui che sente di essere chiamato a vivere con persone diverse da sé per aiutarle a crescere affinché a sua volta imparino ad andare a vivere con altra gente per aiutarla a crescere in un circolo virtuoso che non deve mai fermarsi». (R.L.)


Leggi qui l’articolo integrale (a pag. 21).
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fonte: Seraphicum Press Office