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Interlocutori di Dio, sui passi di Francesco e Chiara d'Assisi
12 Settembre 2019

Qual è il senso della vita monastica? Cosa significa diventare “interlocutore di Dio” sui passi di Francesco e Chiara d’Assisi?
Le Sorelle Clarisse del monastero “Sant’Antonio e Beata Elena Enselmini” di Camposampiero (Padova), accompagnano i lettori di San Bonaventura informa attraverso un percorso di vita basato su una scelta di amore, servizio e libertà.

«Il senso della vita monastica è tutto qui: un incontro, quello con il Signore, davanti al quale qualsiasi altra cosa, pur bella e importante, passa in secondo piano.
Perché si entra ancor oggi in monastero? Per una relazione. Non si sceglie la clausura, né la preghiera come servizio liturgico, lo studio o la vita ascetica: non si sceglie qualcosa ma Qualcuno; non un fare ma uno stare alla sua presenza, un esserci per Lui.

Quando si scopre che Dio sceglie, che ti sceglie “per sé”, per una relazione unica, fai l’esperienza del mercante del vangelo che scopre in un campo una perla di valore inestimabile e va, corre, vende tutto per averla. È un trovare mai definitivo, che non elimina ulteriori ricerche, smarrimenti, silenzi… pedagogia divina nella persona: creare il vuoto necessario per sentire il “bisogno” di Lui, vuoto, che richiama la sua pienezza, il suo Amore.

In realtà questa è la vocazione di ogni battezzato: ogni cristiano è chiamato a diventare interlocutore di Dio, del Padre che per primo cerca i nostri occhi, il nostro sguardo. La vita di una monaca quindi è la vita di ogni cristiano, vissuta però nella dimensione della massima urgenza. Nella Chiesa nostra madre, la vita monastica ricorda l’unica cosa necessaria: il bisogno che ogni uomo ha di Dio.

Ogni ordine contemplativo vive questa ricerca del Signore secondo un carisma specifico. Noi siamo Clarisse, abbiamo ricevuto da Chiara e Francesco di Assisi il carisma della minorità, della fraternità, della semplicità. La nostra vocazione, che è anche la nostra missione, si può sintetizzare nella chiamata a vivere il vangelo».


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 9).
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fonte: Seraphicum Press Office