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Intervista al nuovo Ministro generale OFMConv, 120° successore di san Francesco
01 Luglio 2019

A poche ore dalla conclusione del 202° Capitolo generale e dall’udienza con papa Francesco, San Bonaventura informa ha intervistato fra Carlos Trovarelli, nuovo Ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e 120° successore di san Francesco.

Chi è il nuovo “padre” di una fraternità internazionale che conta ad oggi circa quattromila frati? Quali le priorità del suo governo? Cosa significa testimoniare oggi la spiritualità di san Francesco? Cosa fare dinanzi alla crisi vocazionale? Quale, in un tempo di timori e di chiusure, il senso dell’incontro e del dialogo?

Un'intervista a caldo, quando ancora riecheggiavano le emozioni dell’elezione, ma con uno sguardo fermo, proiettato sul governo dell’Ordine e sul ruolo dei francescani - religiosi e laici - nella Chiesa e nel mondo.

L’Ordine non è un corpo a sé ma parte integrante della Chiesa, è Chiesa. Quale contributo può venire dal mondo francescano in generale e, in particolare, dai frati minori conventuali in questa fase storica della Chiesa?
Quello che io vorrei e che possiamo fare è di mettere al primo posto la trasparenza di vita. Abbiamo parlato di essere sempre più aderenti al carisma, di essere veramente autentici. Credo che proprio questa autenticità, l’essere quello che dobbiamo essere, sia luce per tutta la Chiesa.
Penso anche che all’Ordine accada la stessa cosa che a san Francesco al quale un giorno, mentre stava camminando, un uomo disse: “Tu sei Francesco d’Assisi? Mi auguro che tu sia tale come la gente dice che sei”.
Ecco, io spero vivamente che noi possiamo offrire alla Chiesa quello che siamo, autenticamente. Parlo della trasparenza che per noi è seguire la via del Vangelo e, appunto, anche della fraternità.
Essere quello che siamo è il nostro più grande contributo che possiamo dare alla Chiesa, in ogni tempo.

“Ho chiesto a san Francesco il suo spirito”: è una delle prime cose che ha detto dopo l’elezione. Come si può incarnare, oggi, lo spirito di san Francesco in un mondo sempre più distratto, sempre più incline al proprio tornaconto e profitto, forse anche sempre meno spirituale, perlomeno nella accezione tradizionale?
È vero, infatti ho chiesto a san Francesco il suo spirito, nel senso del suo cuore di frate minore. Credo che lo spirito di san Francesco possa essere incarnato anche in questa nostra società e lo dico per conoscenza diretta di persone che ci riescono e lo fanno quotidianamente.
Di fatto c’è tantissima gente che vive proprio questo e non si tratta solo di frati e suore ma anche di laiche e laici, appartenenti al mondo francescano, al Terzo Ordine delle quali posso dire che sono davvero i “successori di san Francesco”.
Tutte queste testimonianze stanno a significare che il carisma può essere veramente incarnato e che ognuno di noi può farlo, innanzitutto vivendo con trasparenza e semplicità, servendo con umiltà, non cedendo alle logiche di potere o alle tentazioni di centrarci solo su noi stessi.
Può apparire un comportamento in controtendenza rispetto alla cultura e al sistema che dominano la nostra società, di certo in questo modo potremo rappresentare una alternativa a un certo tipo di mentalità tanto diffusa. Un modo, anche qui, per essere autenticamente se stessi e per non adattarsi alle regole imposte da altre dinamiche.


Leggi qui l’intervista integrale (pag. 2).
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fonte: Seraphicum Press Office