CONTATTI RICERCA FOTOGALLERY DONAZIONI
NEWS
torna alla home
Viaggio a Gerico, tra scavi e dibattiti di archeologi e biblisti
30 Maggio 2019

Gerico è la città più antica del mondo? Simone Schiavone, frate minore conventuale e archeologo, accompagna i lettori di San Bonaventura informa alla conoscenza di questo centro, tra scavi e ipotesi di archeologi e biblisti.

«Gerico è una città palestinese ubicata a 10 km a nord-ovest del Mar Morto nella parte inferiore della Valle del Giordano, a un livello di 258 m. sotto il livello del mare, singolare caratteristica che la rende la città più bassa del mondo.

La sua formazione geologica e la posizione topografica, in area climatica sub-tropicale, la natura alluvionale del terreno, straordinariamente ricco di sorgenti perenni, l’hanno resa da sempre un luogo privilegiato per l’occupazione antropica. Il sito di Tell es-Sultan, con il quale è identificata l’antica Jericho, ha restituito infatti le tracce del passaggio dei primi gruppi di cacciatori-raccoglitori che qui si stanziarono in condizioni semi-nomadiche.

Dalla metà dell’XI-inizio X millennio a.C., i loro discendenti sperimentarono le prime forme di addomesticamento degli animali, passando da predatori ad allevatori, e nei due millenni successivi, da cacciatori a coltivatori di cereali e leguminacee - protagonisti della grande rivoluzione neolitica -, il tutto favorito dalla sorgente tutt’ora attiva di Ain es-Sultan, identificata con la biblica fonte che il profeta Eliseo risanò facendovi cadere del sale all’interno (2Re 2,19-22).

Da allora per quasi 10.000 anni, quel sito d’altura (tell) fu abitato ininterrottamente e sempre con maggiore fioritura fino a divenire nell’Età del Bronzo (3000-1200 a.C.) un vero e proprio tell urbanizzato, dotato di possenti mura difensive. […]

A questi stessi anni si riferisce la presenza di Gesù nella città, documentata dai Vangeli: qui ebbe luogo il ben noto incontro di Gesù con Zaccheo (Lc 19,1-10), la guarigione di Bartimeo (Mc 10,46-53) e quella dei due ciechi (Mt 20,29-30).

In età bizantina, poi, come si evince anche dalla famosa mappa musiva di Madaba, l’affermazione di monasteri, eremi e chiese, sparsi in punti diversi soprattutto fuori dal centro cittadino, è indicativa di una protratta escalation culturale». (S.S.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 23).
Clicca qui per ricevere San Bonaventura informa, gratuitamente ogni mese, in formato digitale.


fonte: Seraphicum Press Office