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La minorità come antidoto al “monoteismo del sé”
04 Aprile 2019

La minorità come antidoto al “monoteismo del sé” è la riflessione che propone, nel Focus di San Bonaventura informa, fra Domenico Paoletti, docente di Teologia fondamentale e vicario della Custodia del Sacro Convento di Assisi. Dopo la lettura del rapporto tra minorità e politica, ci si sposa così sul piano relazionale.

«La minorità abbracciata da Francesco d’Assisi come stile di vita non è altro che la testimonianza - e la proposta di senso - della novità del Vangelo. Quindi della rivelazione che il Dio di Gesù di Nazareth fa di se stesso. Senza la rivelazione cristiana la minorità di Francesco e dei “frati minori” resta non solo incomprensibile, ma inconcepibile; tanto più oggi nella nostra cultura occidentale, nella religione del “monoteismo del sé” e dell’autorealizzazione autosufficiente.

La minorità entra nel nostro linguaggio con il Poverello d’Assisi. Egli però non adopera mai l’astratto “minorità”, ma solo il concreto e personale “frate minore”. In realtà, pur non comparendo nella Scrittura, la minorità è la logica e la dinamica della Rivelazione del Dio di Gesù di Nazareth. […]

Va tenuto presente che in Francesco la minorità si configura innanzitutto come stupore pieno di gratitudine di fronte alla minorità di Dio, alla bellezza dell’amore umile di Dio rivelato in Gesù Cristo. Dalla gratitudine impara ad essere “frate minore”, cioè fratello e servo di ogni persona, eliminando dal suo cuore e dal suo linguaggio la contrapposizione amico-nemico.

Qui si trovano non solo il fascino e l’attualità di Francesco, ma anche la sua inedita capacità di dialogo con tutti. La minorità, come codice di relazione, è profezia di fraternità universale». (D.P.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 6).
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fonte: Seraphicum Press Office