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SBi News: Motu Proprio di papa Francesco sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili
29 Marzo 2019

Papa Francesco procede speditamente in tema di tutela dei minori e delle persone vulnerabili e, come annunciato al termine dell’incontro svoltosi in Vaticano dal 21 al 24 febbraio con i presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, ha firmato in data 26 marzo una Lettera apostolica in forma di Motu Proprio, diffusa quest’oggi.

Assieme al Motu proprio è stata resa nota anche una nuova legge per lo Stato della Città del Vaticano e la Curia Romana e delle linee guida pastorali per il Vicariato della Città del Vaticano.

Un segnale molto deciso per dare immediata concretezza agli impegni emersi nel summit di febbraio, raccogliendo le sofferte testimonianze che hanno progressivamente portato alla luce un fenomeno diffuso, spesso non efficacemente contrastato e, piuttosto, a lungo oggetto di insabbiamenti.

Ovviamente i tre provvedimenti hanno una valenza limitata in termini territoriali e di destinatari - pensiamo ad esempio che in Vaticano ci sono soltanto due parrocchie e un numero esiguo di minori - ma la rilevanza sta sicuramente nel messaggio deciso che ne emerge e che - come sottolinea Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione - «questi tre documenti contengono indicazioni esemplari che tengono conto dei più avanzati parametri internazionali».

Per quanto riguarda la Chiesa universale, sarà la Congregazione per la Dottrina della Fede a pubblicare un vademecum anti-abusi e a garantire supporto alle diocesi carenti di personale qualificato in materia.

Tornando al documento appena diffuso, oltre a indicazioni concrete (anche preventive, come l’accertamento della idoneità del candidato ad assumere ruoli nella Curia Romana e nelle Istituzioni collegate alla Santa Sede) atte a «rafforzare ulteriormente – si legge nel Motu Proprio - l’assetto istituzionale e normativo per prevenire e contrastare gli abusi contro i minori e le persone vulnerabili», è evidente pure un cambio di passo “culturale” con il quale si vuole affermare il principio che nella Chiesa non devono esistere zone franche per chi usa violenza o maltrattamenti verso i minori.

A partire dalla necessità che «maturi in tutti la consapevolezza – si legge – del dovere di segnalare gli abusi alle Autorità competenti e di cooperare con esse nelle attività di prevenzione e contrasto», prevendendo l’obbligo di denuncia e sanzioni per il pubblico ufficiale che non ottemperi al dovere di segnalazione abusi di cui sia venuto a conoscenza.

Particolarmente rilevante anche la volontà di garantire un supporto alle vittime di violenze, con l’istituzione da parte del Governatorato di un Servizio di accompagnamento con ascolto, sostegno medico e psicologico, orientamento sui diritti spettanti alla persona offesa.

In un clima in cui l’indignazione generale rischia spesso di mettere alla gogna prima di un verdetto di colpevolezza, nel Motu Proprio si fa riferimento anche alla necessità di garantire «un processo equo e imparziale, nel rispetto della presunzione di innocenza» così come iniziative «per riabilitare la buona fama di chi sia stato accusato ingiustamente».

Il direttore "ad interim" della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti, ha sottolineato che «il Santo Padre auspica che – anche grazie a queste norme che riguardano lo Stato della Città del Vaticano e la Curia Romana – maturi in tutti la consapevolezza che la Chiesa debba sempre più essere una casa sicura per i bambini e per le persone vulnerabili».

Tenendo sempre presente la necessità di «una conversione continua e profonda, in cui la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la credibilità dell’annuncio evangelico e a rinnovare la missione educativa della Chiesa». (elisabetta lo iacono)

Clicca qui per leggere il testo del Motu Proprio, la legge e le linee guida.


Foto: NewsCattoliche.it


fonte: Seraphicum Press Office