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Il senso religioso tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar
06 Marzo 2019

Il senso religioso tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar: è l’aspetto che affronta, in San Bonaventura informa, fra Pietro Messa. Partendo dalla firma del documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, con un ampio richiamo alla lettera pastorale che nel 1957 l’arcivescovo Giovanni Battista Montini indirizzò all’arcidiocesi di Milano.

«Papa Francesco nella prima visita di un pontefice nella Penisola arabica il 4 febbraio ad Abu Dabhi ha firmato, assieme al Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, un documento sulla Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune in cui tra l’altro si afferma: «Attestiamo anche l’importanza del risveglio del senso religioso e della necessità di rianimarlo nei cuori delle nuove generazioni, tramite l’educazione sana».

Giustamente alcuni hanno visto in tale avvenimento una posterità dell’incontro interreligioso di pellegrinaggio, digiuno e preghiera per la pace svoltosi ad Assisi il 27 ottobre 1986 per volere di Giovanni Paolo II.
Anche oggi, come allora, vi è chi osanna tali incontri – a volte con parole e gesti che debordano dal significato di chi li ideò creando confusione – e chi invece vi vede una deriva della fede a scapito della evangelizzazione.

Proprio a questo proposito risultano efficaci le parole con cui il noto teologo Hans Urs von Balthasar offrì la lettura dell’incontro in Assisi, ossia che non esiste un’unica religione ma vi è un unico senso religioso inteso come le domande fondamentali, i desideri sorgivi, l’inquietudine del cuore; tutto ciò è proprio di ogni uomo ma soprattutto è evidente nei giovani con la loro irrequietezza per cui nulla basta loro aspirando al tutto.

Tale comun denominatore è il medesimo che mise in evidenza l’allora cardinal Joseph Ratzinger in una riflessione circa il viaggio in treno che lo condusse nel gennaio del 2002 – a pochi mesi degli attentati alle Torri gemelle – assieme a Giovanni Paolo II e ai rappresentanti delle diverse religioni nella città di san Francesco.

Il futuro Benedetto XVI infatti scrisse che in quell’incontro «Assisi è stata piuttosto l’espressione di un cammino, di una ricerca, del pellegrinaggio» e per questo è fondamentale far sì che a ciascuno sia assicurata la libertà religiosa, ossia la «libertà di credo, di pensiero, di espressione e di azione» come afferma il documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato dal Papa assieme al Grande Imam di Al-Azhar. Tale senso religioso fu oggetto della lettera pastorale dell’arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini, all’arcidiocesi ambrosiana per la quaresima 1957». (P.M.)


Leggi qui l’articolo integrale (pag. 12).
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fonte: Seraphicum Press Office